Ricevono la segnalazione con l'indicazione della posizione esatta. E' in corso un naufragio, bisogna andare subito. Dall'alto li aiuta la guida di un elicottero.

Arrivano. Già galleggiano i primi corpi inerti. Ecco quello di un bambino di due anni. Le è affogato davanti - la mamma piange, non ce l'ha fatta a salvarlo.

Molte e molti ancora annaspano tra le onde, invocano aiuto. Ci sono delle donne, alcune a sinistra, un'altra a destra del gommone messo in mare dai soccorritori. Non le si può prendere tutte, non subito. Chi salvare? Bisogna scegliere. Scegliere? Sì, scegliere. Chi salveresti, tu, lettore o lettrice di queste mie parole? Chi salverei, io? Non lo so. Come si fa a decidere a chi salvare la vita e chi abbandonare alla morte? E' assurdo.

 

E tuttavia è così, e non si può indugiare. Quando finalmente arrivano alla donna sulla destra e tentano di trarla a bordo, non ce la fanno. Vedono la sua bocca riempirsi d'acqua. Scompare tra le onde.

 

Sul posto c'era già da prima una nave libica. Quelli lassù non vogliono altri soccorritori. Perché? Tirano addosso patate, girano filmati. In mezzo, tra le due imbarcazioni, migranti che ancora lottano contro il mare. Contro il mare? Ecco una domanda che possiamo porci. Io come chiunque altro.

 

Intanto uno dei disperati si è aggrappato alla scaletta della nave libica. Questa riparte improvvisamente a tutta velocità verso la propria costa trascinandoselo dietro così, ancora avvinghiato con tutta la forza che gli è rimasta. Una mano attaccata alla scaletta l'altra protesa verso la moglie in salvo sul gommone. C'è vento forte. Sembra che stia volando. Verso dove?

 

 

Care Amiche, Cari Amici,  purtroppo non mi sono inventato nulla. Ho riassunto brani da testimonianze di soccorritori membri della ong tedesca Sea Watch e di superstiti del naufragio avvenuto nel canale di Sicilia il 6 novembre scorso.

Ieri è giunta un'altra notizia: la CNN ha mostrato immagini grazie alle quali si vedono migranti trattenuti nei centri di detenzione libici che vengono venduti all'asta come schiavi. Sì, avete letto bene.

 

Ma utte queste cose avvengono lontano. "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore", per usare le parole di una canzone, peraltro bellissima, dell'indimenticabile Sergio Endrigo. Solo che Endrigo parlava di amore e scriveva poesia.

                                         Sandro Cianci