L'  "UTILE"

 

 

 

 

Care Amiche, Cari Amici,

 

 

 

Misurazione, calcolo, riduzione a cifra e "quantità": sono elementi portanti di una sorta di codice unico imposto e largamente diffuso in ogni ambito della nostra società. Tutto ciò che sfugge o si pretende non leggibile all'interno di questa griglia, è considerato "inutile", quando non  "ostile" o di fatto "inesistente". Persone comprese.

Ritsos, grande poeta greco del '900 (perdonate se insisto con lui), pone qualche domanda nella poesia che trascrivo qui di seguito.

 

 

 

 

LE COSE IMPONDERABILI

 

 

 

 

Tutti quelli che sono rimasti attendono il loro turno.

Michalis, Stratis, Mélétis ci hanno lasciati,

proprio come Sotiris - a quarant'anni. I carretti

     carichi di cocomeri

scendono dai villaggi. I venditori

di traverso sulla strada, con la loro bilancia. Pesano,

     contrattano.

"Magro raccolto", dicono. I prezzi aumentano.

Il vecchio Stathis, alla balaustra, silenzioso, assorto,

guarda il mare in lontananza. Sorride da solo.

A che pro ormai comparare, pesare?

Come valutare il peso delle cose?

"Cocomeri saporiti! Potete assaggiare prima di comprare!"

     gridano i venditori.

I muli sonnolenti in pieno sole, agitano la coda.

 

 

 

                                               

                                               Yannis Ritsos

 

 


(Da: Y. Ritsos, "LES NEGATIFS DU SILENCE", Avant-Quart (Francia), 1990, pag. 37. Traduzione dal greco: Gérard Pierrat; traduzione dal francese: Sandro Cianci).

 

 

 

 

                                         Sandro Cianci