Care Amiche, Cari Amici,

 

Siamo già a febbraio e non abbiamo ancora detto qual è il nostro programma per questo 2019 che precede l'anno durante il quale compiremo mezzo secolo di attività teatrale.

Ripetiamolo senza girarci intorno: per ragioni di età, di salute e via invecchiando non siamo più in grado di programmare, possiamo solo stilare una lista di desideri. Eccola:

-Eventi spettacolari di presentazione di due nostri nuovi testi per attrice-orchestra:

ANTIGONE ’18: LA RIVOLTA” (da Sofocle);

TU CHE NON AVEVI NIENTE DI TUO”.

-Incontri seminariali, per addetti e non addetti ai lavori, sui seguenti temi:

PICCOLO TEATRO DEL ME-TI, UN CAMMINO: QUALCOSA DI QUELLO CHE ABBIAMO IMPARATO;

VIVERE, RESPONSABILITA’, INDIFFERENZA”.

-CORSO DI RECITAZIONE per un possibile senso e per adeguati strumenti del teatro nell’attuale passaggio d’epoca (il Corso inizierà sabato 9 febbraio con allievi già scelti da noi sulla base delle esigenze pedagogiche ineludibilmente poste dal progetto).

-LABORATORIO TEATRALE SU: “ LA STORIA DELLA BAMBOLA ABBANDONATA”, di Strehler.

-“ALLA GALLINA SCALZA”, eventi, letture, ricevimenti presso la nostra stazioncina di sosta e di ristoro umano (se la nostra dispettosa Gallina lo permetterà…).

-PUBBLICAZIONE DI NUOVI LIBRI:

“IL CAMMINO DELL’ALTRO”, (POESIE);

MONOLOGHI/MONOLOGUES”.

Per realizzare questi desideri ricorreremo all’aiuto di: Sofocle, Ritsos, P. Levi, Brecht, V. Andreoli, Gramsci, E. Barba, P. Weiss, Strehler, Sastre…

Care Amiche, Cari Amici, speriamo di riuscire a tradurre in pratica almeno qualcosa… Nel caso, ne daremo notizia in anticipo a mano a mano. Tenete d’occhio il nostro sito e la pagina FB.

Un’ultima cosa: il filo conduttore che lega le ipotesi è il tema della Benevolenza. Ogni evento sarà, per noi, un modo di girare intorno a questa parola che più andiamo avanti più martella nella mente, insieme ad altre che le sono sorelle: “comprensione”, “affetto”, “comunione con gli altri”, “relazioni di buon vicinato”, “compassione”, condivisione”, “anche noi siamo l’altro”, “ascoltare”…

Concludiamo lasciandovi, come anticipo, questa non casuale poesia di Brecht:

I bambini giocano alla guerra. /È raro che giochino alla pace /perché gli adulti /da sempre fanno la guerra, /tu fai “pum” e ridi; /il soldato spara /e un altro uomo /non ride più. //È la guerra. /C’è un altro gioco /da inventare: /far sorridere il mondo, /non farlo piangere. //Pace vuol dire /che non a tutti piace /lo stesso gioco, /che i tuoi /giocattoli /piacciono anche /agli altri bimbi /che spesso non ne hanno, /perché ne hai troppi tu; /che i disegni degli altri bambini /non sono dei pasticci; /che la tua mamma /non è solo tutta tua; /che tutti i bambini /sono tuoi amici. //E pace è ancora /non avere /fame /non avere freddo /non avere paura.

A presto, speriamo, care Amiche e cari Amici.

                                         Il Piccolo Teatro del Me-ti