Per una delle tragedie più “taciute” della storia, quella del popolo curdo. Per uno dei popoli che più hanno dato per la libertà (anche la nostra). Per i suoi bambini, le sue eroiche donne, per tutti loro:

 

Ho posato l’orecchio sopra il cuore

della terra: diceva dell’amore

che porta, la terra, alla pioggia.

L’ho posato sul cuore che fluisce

dell’acqua: è la fonte, diceva, l’amore mio, la sorgente.

…Però quando ho accostato

il mio orecchio all’amore

stesso, che non ha nome,

era di libertà

che parlava l’amore”.

                                           Sherkoh Bekas, poeta curdo e combattente per la libertà